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Mercantia 2026

Un’incessante sinfonia

Idea poetica di Alessandro Gigli, direttore artistico

Dove: Certaldo (FI) – Quando: 15, 16, 17, 18, 19 Luglio 2026

Ingresso con biglietto

Programma completo su: www.mercantiacertaldo.it

MERCANTIA

Festival internazionale del Quarto teatro

38° edizione – Certaldo 15/19 Luglio 2026

Idea poetica 2026: Un’incessante sinfonia

“Le sale e i palazzi, nei suoi giardini e nei suoi boschi, sono adornati di gemme di varia natura. Alberi preziosi sono carichi di fiori e di frutti e là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio.

Il festival internazionale del quarto teatro Mercantia, in questa nuova edizione 2026 sarà come un’incessante sinfonia di suoni, note, volti, sorrisi, spettacoli, artigiani, mostre, circensi, arte contemporanea, istallazioni, sentieri nascosti, insieme ad un popolo di giovani, donne, bambini, uomini, bande, violini e ogni altro strumento necessario affinché tutti si possano sentirsi felici e a proprio agio, proprio come recita il brano a cui mi sono ispirato! I movimenti della sinfonia classica sono generalmente quattro. Il nostro festival utilizza il Quarto teatro ed anche i suoi artisti hanno un movimento allegro, a volte lento, scherzoso, poi all’improvviso un movimento più rapido che può diventare un rondò! Tra le tante sinfonie, quella che preferisco è “L’inno alla  gioia” di Beethoven! Cercherò in questa nuova edizione del festival d’imprimere un po’ di quel sapore, di quella emozione che suscita questa sinfonia ogni volta che l’ascoltiamo…

Mercantia è baci e abbracci, sberleffi e capriole, vecchi muri che sorridono leggerezza del cuore, festa della primavera e della speranza, è il sole che danza… La vita è una incessante sinfonia, imprevedibile, ricca di colpi di scena, cose belle, a volte brutte. Il teatro è uno specchio della vita, si ciba della stessa bellezza e delle stesse emozioni… Il teatro è vita e la vita è teatro! L’uomo ricerca, da sempre, l’armonia, la felicità e tutto ciò che trascende questa “Valle di lacrime”.  Sognare, immaginare, scrivere un nuovo futuro, legare la terra al cielo, questo è il nostro programma.

Ogni essere umano affronta, come nel teatro,  molti nodi drammatici, ma non si rende conto che  questi nodi sono il suo copione da sviluppare nel palcoscenico della vita, sono questi nodi da sciogliere che ti aiutano a realizzare la tua esistenza! A volte siamo attori protagonisti, a volte ci sembra di essere solo una comparsa, qualche volta siamo una spalla, ma comunque siamo unici, fondamentali, originali in questa infinita trama che è la vita.

La parola trama si può riferire all’essenzialità di un film o di un libro, ma insieme all’ordito, con la trama si creano anche le stoffe, dalle stoffe nascono i nostri vestiti, i nostri costumi teatrali, i velluti rossi dei palcoscenici, si parla anche di un tessuto sociale e quando questo si strappa occorrono dei sarti per ricucire. Occorrono anche stilisti di moda e di mode…

Mercantia è sempre alla moda, lo testimonia la qualità e il successo di pubblico  ottenuto nell’ultima edizione del festival che dimostra la nostra capacità di rinnovarsi e la nostra vitalità!

Il nostro festival è un crogiolo di nuove idee e percorsi, quindi mi propongo di far nascere un ramo, un nuovo percorso artistico utilizzando gli stilisti e la moda per contaminare ed essere contaminati, tre sentieri nascosti  che utilizzeranno piccoli spazi al chiuso non idonei ad ospitare spettacoli. Designer, stoffe, costumi, luci, musiche per una visione d’incanto!

Mercantia è un uomo che narra intorno ad un fuoco, il sabato del villaggio, è un bicchiere di vino buono, una carezza, è una battaglia contro nostra signora malinconia…

L’essenza e la sintesi di alcuni insegnamenti spirituali indicano nel sorriso, nella gratitudine, l’atteggiamento concreto per affrontare e risolvere i nostri nodi e per aprirsi alla gioia, Mercantia è una sorgente di gioia e disseta chi ne ha bisogno…

Buffoni bisogna essere per svelare il mistero della vita, buffoni per sconfiggere l’oscurità.

Sono passati duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini che noi tutti conosciamo come Carlo Collodi, un bicentenario che non perderemo l’occasione di celebrare con l’ausilio del suo burattino di legno famoso in tutto il mondo. “Il Paese dei Balocchi” non è Mercantia, anche se a volte la stampa ha citato questo riferimento letterario parlando del nostro festival, io immagino Mercantia  come “l’Isola delle Api Industriose”, uno dei capitoli meno noti de Le Avventure di Pinocchio!

Ottocento anni sono trascorsi dalla morte di San Francesco e sicuramente in qualche modo ricorderemo il suo messaggio… Un mondo che si basa sul potere e la ricchezza, dove l’essere umano e la nostra umanità sono sviliti, il suo messaggio è sempre attuale.

Ho scelto il teatro di strada quando ho organizzato la prima edizione di Mercantia, un teatro delle origini che tuttora non prevede una divisione tra attore e spettatore, tra palcoscenico e platea, ma un nuovo cerchio intorno all’artista, una comunità che si ritrova e condivide uno spazio urbano. Ora l’arte di strada è inglobata in stereotipi tecnici ed estetici, non conosce più la regola del cuore, ed è diventata facile preda di programmi televisivi, dove lo schermo la priva della sua anima fondamentale, ovvero il rapporto diretto con il suo pubblico!

Per questo motivo, alcuni anni fa, ho preferito cambiare le parole e ho scritto il “Manifesto del Quarto teatro”, da parole nuove nascono nuove idee e nuove suggestioni, nel festival di Mercantia siamo andati oltre le definizioni di genere, abbiamo aperto le strade, le piazze, le sale, i sottosuoli, i poggi, le finestre, i muri del borgo di Certaldo, ad altri linguaggi, ad altre popolazioni e colori culturali! Quello che c’interessa è  un teatro fatto di gesti di vita misteriosi e allegri, siamo come pellegrini in cammino verso una terra promessa, liberati dai media quotidiani!

Uno dei segreti del festival Mercantia è stato ed è quello di avere un’anima segreta che da dietro le quinte ha sostenuto, suggerito, protetto questa festa. A Certaldo lo abbiamo fatto abbondantemente, forse per questo c’è una leggenda metropolitana che dice che a Mercantia non piove mai!

Anche quando non si vede, è importante che dietro un progetto, un festival, ci sia un’idealità che lo ispira, valori che la motivano. Come è stato già scritto in alcune tesi di laurea, in libri, articoli, la mia direzione artistica ha cercato di tradurre in un codice teatrale quella che è la mia particolare filosofia di vita.

Mercantia è una tavola imbandita, il pane caldo appena uscito dal forno, è il carnevale dell’anima, uno sguardo verso il cielo, lo scintillio gioioso della città della luce tranquilla…

Alessandro Gigli, direttore artistico

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