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sugli eventi da noi organizzati.
I
video di Mercantia!!!!!
Anche
Mercantia finisce su youtube. E noi
come potevamo non approfittare di
questa possibilità inserendo tali
video sul nostro sito.
Gustateveli!!!
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Attività di organizzazione:
23°
Festival internazionale del teatro da quattro
soldi
3° Festival del
Quarto Teatro
Certaldo
(FI),
14 - 18 Luglio 2010
Il Manifesto del Quarto Teatro
Ora è il tempo di
allontanare il teatro dalla gente e avvicinarlo
ad ogni persona, è la persona che deve cercare
il teatro, in un tempo di resistenza il teatro
si fa intorno ad un falò, lassù in montagna…
Bisogna guardarsi negli occhi, guardare
negli occhi, cuore a cuore e porsi domande…
Il teatro e l’arte di strada fanno parte del
Quarto Teatro, non è una questione di generi, ma non tutti potranno
identificarsi in questo nuovo progetto.
Come noi non ci non ci riconosciamo da
sempre nelle Cattedrali nel deserto, nei palcoscenici della tradizione,
nella polvere sopra la sperimentazione e neanche nelle nuove mode…
Un teatro necessario ha cambiato la
nostra vita ed ora, grande novità, ci riconosciamo nel teatro, ma
siccome le parole sono essenziali, occorre cambiare parole, allontanarsi
da alcune e farne nascere altre, con le parole nascono e muoiono piccoli
pezzi della nella nostra storia.
Il “Quarto Teatro” ci piace come idea, suona
bene e ci sembra un naturale sviluppo del Teatro da Quattro Soldi: il
suo aspetto più profondo e maturo.
Quarto perché sono quattro le principali
direzioni e il nostro teatro guarda al sud e al nord, strizza l’occhio
ad est e va in vacanza nell’ovest. Una cornice necessaria per non voler
definire e chiudere in generi e schemi; il nostro teatro s’interessa di
vita e si nutre d’energia…
Ci chiameremo Quarto perché dopo il tre
viene il quattro e noi nel Terzo siamo stati seminati, l’abbiamo
guardato, a volte ci siamo incrociati, ma non ci siamo riconosciuti,
altri figli illegittimi erano saliti su quel carro e colonizzato ampi
territori.
Il bene diventa male e il male si trasforma
in un bene, insomma non siamo rimasti li e abbiamo resistito.
Quattro gli arti, siamo animali teatrali e
non vogliamo continuare ad essere bipedi presuntuosi e arroganti,
guerrieri distruttori! Lavorare a quattro mani, saper chiedere aiuto,
collaborare e forse insegneremo ai nostri piedi a diventare prensili…
La quarta dimensione è lo spazio della
nostra sperimentazione, dove esplorare nuove possibilità per un teatro
magico e religioso che disegni nuove architetture e nuove geometrie
relazionali, per aprire nuovi tipi di occhi, per ascoltare suoni
lontani, insomma per purificare i nostri organi di senso.
Quarto per i quartini di vino che abbiamo
condiviso, per la nostalgia e l’attesa di quando potremo bere di nuovo
insieme del frutto della vite. Quarto per la modestia del tempo e
l’onestà del bere…
Quarto perché per nostra natura non
aspiriamo a salire sul podio, per non avere la tentazione di sostanze
dopanti!
Quarantaquattro gatti in fila per sette
(sette è un numero magico!)… sarà il nostro inno e Alì Babà e i quaranta
ladroni il nostro nemico! Al Quarto teatro piacciono, però, i Cannoli
siciliani e i Babà napoletani, ma non ha dimestichezza con il F.U.S e
non vuol conoscere la parola segreta che apre le porte e le grotte…
Il Quarto teatro è sbrizzicante, ammaccoloso,
impertinente, non sopporta la noia del pubblico, la pomposità di un
certo teatro e quelli che hanno la puzza…
Il Quarto teatro non crede che i soldi
facciano la felicità, non è povero, non è ricco, non è un cammello, non
è un canapo, ma crede nelle beatitudini…
(per quaranta giorni e quaranta notti ci
siamo ritirati nel deserto, abbiamo meditato, digiunato ed ora
scacceremo i mercanti dal tempio) Dateci sette pani e sfameremo
quattromila persone…
Le dieci negazioni
1° Il Quarto teatro è e non è, ma a volte
appare…
2° Il Quarto teatro non è secondo a nessuno…
3° Il Quarto teatro non si affanna per i
contributi ministeriali…
4° Il Quarto teatro non è raccomandato, ma
si raccomanda…
5° Il Quarto teatro non è vecchio, ne nuovo…
6° Il Quarto teatro non esiste, ma c’è! A
volte scompare…
7° Il Quarto teatro non ha tempo, ma lo
cerca…
8° Il Quarto teatro non ama le cattedrali,
ma è molto fedele…
9° Il Quarto teatro non sputa nel piatto, ma
salta la finestra…
10° Il Quarto teatro non pensa di essere
l’ultimo, dopo il Quinto verrà il Sesto…
Le dieci affermazioni
1° Il Quarto teatro comprende anche l’Humus
teatro, il Macro teatro, quello che ancora non è stato pensato e anche
il Terzo teatro, ma solo se ce lo chiede…
2° Il Quarto teatro insegue la luce, non ama
il potere…
3° Il Quarto teatro è ingenuo e
intelligente…
4° Il Quarto teatro è per tutti, ma anche
per uno solo…
5° Il Quarto teatro è pieno di energia, ma
sussurra le parole…
6° Il Quarto teatro è ancora
MERCANTIA É IL SUO POPOLO
di Andrea Campinoti, Sindaco di Certaldo
La
ventunesima edizione di Mercantia si è conclusa in maniera positiva
sotto molti punti di vista. La prima edizione organizzata dopo il
ventennale, richiedeva da un lato segnali di rinnovamento e faceva
temere dall’altro altrettanti segnali di stanchezza.
Il
bilancio finale ha dato ampiamente ragione alla bontà delle scelte fatte
dall’Amministrazione e dalla direzione artistica del Festival. Scelte
coraggiose e di successo sono state l’ampliamento degli spazi coinvolti
con la scoperta di nuove cripte, stanze, giardini segreti adibiti a
luogo teatrale; la diversa offerta qualitativa degli stessi giardini
segreti, con la musica e l’arte contemporanea; il rinnovato protagonismo
dell’artigianato artistico, che ha messo in mostra a fianco dei maestri
tradizionali le sperimentazioni con i materiali di recupero; la diversa
dislocazione di alcuni servizi e la riappropriazione di alcuni spazi,
come i lavatoi, all’uso teatrale. La realizzazione complessiva di un
progetto artistico e artigianale straordinariamente armonici.
Tutto
questo è stato suggellato dall’aumento del numero di visitatori, in
un’estate nella quale gli effetti della crisi economica e la contrazione
dei consumi, anche culturali, hanno afflitto le manifestazioni
spettacolari un po’ ovunque. I dati di Mercantia, ovvero la presenza di
spettatori per sera, vengono infatti eguagliati nella nostra Regione
solo da alcuni festival ad ingresso gratuito o da altri nei quali si
esibiscono le grandi rockstar internazionali, ma i festival a carattere
popolare con questa capacità di attrarre spettatori sono davvero rari.
Il
bilancio positivo quindi, non è solo il suggello che giunge alla fine
dell’evento, ma è anche lo stimolo per programmare il futuro. E ci
incoraggia molto, nel guardare avanti, l’idea di aver concretizzato, con
Mercantia, una formula di spettacolo capace di coniugare la dimensione
popolare con l’innovazione artistica genuina e senza sterili
sperimentalismi.
Mercantia è infatti una festa nata come spettacolo da rappresentare non
sul palco, ma tra la gente, ed è riuscita nel tempo non solo a
mantenersi viva e giovane, ma a crescere e rinnovarsi ogni anno, perché
ha saputo andare incontro al pubblico. Non tanto assecondando gusti e
tendenze, ma facendo una proposta artistica che prevede il
coinvolgimento popolare. Sta in questo, io credo, la forza della formula
del “Quarto Teatro” ideata dal nostro direttore artistico per Mercantia.
Perché se in epoca di crisi economica generale, e di contrazione anche
dei consumi culturali, si riesce a far registrare un netto segno
positivo con investimenti pubblicitari analoghi a quelli degli anni
precedenti, la ragione di questo successo va cercata proprio nel
rapporto tra pubblico ed artisti. Non si tratta infatti solo di uno
spettacolo che coinvolge il pubblico, ma di uno spettacolo che ogni
spettatore sente proprio. Scegliere di essere a Mercantia non è, per
molti, una scelta di consumo culturale tra le tante, ma la risposta al
bisogno di partecipare a questo specifico evento collettivo.
Mercantia è quindi spettacolo “popolare” in due sensi opposti e
complementari: lo è in senso “contemplativo-platonico”, perché è
emozionante anche il solo fermarsi in disparte e contemplare la
multicolore e armoniosa folla che si muove e si diverte nella cornice
incantata del borgo di Certaldo Alto; lo è in senso “partecipativo-dionisiaco”,
perché non si può rinunciare, anche solo per pochi minuti, a immergersi
nella sua atmosfera ed assistere agli spettacoli “rischiando” ogni volta
di essere coinvolti nel gioco dagli attori.
Il
pubblico di Mercantia non è più “pubblico”, né “spettatore”, ma diventa
in quelle notti “popolo” che si appropria dello spazio e della festa da
ogni punto di vista, che partecipa, vive, commenta, promuove o discute,
come fosse un esperto del settore.