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Apriti Borgo. A B C Festival

16° edizione – Festival internazionale del Microteatro e del Teatro di strada

Dove: Campiglia Marittima (LI) –  Quando: dal 11 al 15 Agosto 2020 – Sito Ufficiale: www.apritiborgo.it

Apritiborgo! ABC Festival 2020. La memoria è conoscenza.
Idea di Alberto Masoni, direttore artistico

 

Come ogni anno Apritiborgo! ABC Festival offrirà allo spettatore una serie di spettacoli che gli daranno la possibilità di costruire il menù che preferisce scegliendo tra le oltre venti ‘portate’ a disposizione. Potrà abbuffarsi scegliendo un percorso all’insegna della comicità, un percorso musicale, un percorso magico o lasciarsi affascinare dalla poetica del teatro di figura o stupirsi con le acrobazie dei circensi. E’ un festival che nasce all’insegna del divertimento, che nutre la pancia e lo spirito, che offre momenti di grande socializzazione e la possibilità di essere tutti – attori e spettatori – un po’ protagonisti.
Allo stesso tempo vogliamo mettere in gioco degli elementi emblematici che possano indurci a delle riflessioni. Siamo preoccupati. Siamo preoccupati perché abbiamo l’impressione che tutto tenda a farci dimenticare le cose, che si perda la memoria, non la memoria di un fatto, ma la memoria del perché quel fatto è accaduto. Crediamo che la ‘memoria’ sia conoscenza e che una società senza memoria rischi di essere è una società senza futuro.
Negli “Scritti Corsari” del 1975 Pasolini scriveva: “Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi”. Ci chiediamo cosa scriverebbe oggi sotto la dittatura della memoria digitale.
Ecco allora i nostri piccoli segnali per riaffermare che “la memoria è conoscenza”.
Nei giorni del festival Campiglia Marittima sarà tappezzata di immagini storiche, sono immagini di storia locale ma comuni a tutta l’Italia, gigantografie del ‘comizio’, della ‘festa religiosa’ e della ‘festa del lavoratori’, della banda filarmonica, della guerra, dei lavoratori delle cave e dei contadini, immagini che sono patrimonio storico della collettività.
Al n. 7 di Piazza Garibaldo Benifei ci sarà uno spettacolo prodotto dal Festival, tratto da “Il guanto di velluto” di Emilio Guardavilla (vincitore della 1° edizione di “Raccontare Campiglia”), con Samuele Boncompagni. Una piccola e dura storia ambientata nella Campiglia degli anni ’50, una storia di pugni e cazzotti. Negli spazi del Centro Mannelli ci saranno i Giochi d’antan, trenta giochi di altri tempi realizzati con materiali di recupero. Giochi veri che si toccano e che ci sfidano. Giochi da fare soli, in coppia o in gruppo. Giochi assolutamente moderni ma che non hanno perso la memoria. E sempre rivolto al mondo dell’infanzia Vieniteloracconto e Accademia di Belle Arti hanno preparato un percorso di storie e fole, novelle e giochi tutti cantati, solo voce e gesti senza tecnologia. All’Asilo del Mancino ogni sera Paola Coppini racconterà “Il seme delle storie” e “Il gabbiano Gaetano” due storie ambientate a Campiglia e sul litorale.
Le oltre quaranta esibizioni che ogni sera verranno offerte come un dono, saranno un motivo per scoprire e percorrere in lungo e largo, in basso e in alto, questa bellissima cittadina, per assaporare il valore autentico della festa vissuta e condivisa in piazza perché le esperienze culturali, come lo spettacolo dal vivo, non si smaterializzano, rimangono nel cuore e nella memoria.